lunedì, 27 settembre 2004

Da oggi comincio a scrivere (ma anche su http:\\lorsoelettrico.splinder.com) su questo Blog, che gentilmente ha accolto la mia richiesta di contribuire alla "Bulimia letteraria" con le piccole recensioni che scrivo su ciò che leggo, e mi piace l'idea di cominciare dal più divertente:

“Una cosa divertente che non farò mai più”, di David Foster Wallace, Minimum Fax, 1999

David Foster Wallace è diventato in pochi anni uno degli ultimi autori veramente di culto al di sotto dei quarant’anni, i suoi libri hanno creato un caso letterario, prima negli Usa e poi nel mondo. Lontanissimo dal minimalismo anni Ottanta, la su prosa fluisce come un fiume in piena, avvolgendo il lettore nello stupore e nella fascino della narrazione.

Estraneo alla mondanità letteraria, ma senza eccessi da "invisibile" alla Pynchon, Wallace ha vissuto per anni nel cuore dell’Illinois dove ha insegnato all’università locale anche se si trasferito di recente in California

Nel libro, che Vi consiglio caldamente, un giovane scrittore viene invitato a scrivere il reportage di una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. La sua permanenza sulla nave si trasforma rapidamente in un'esilarante quanto acida cronaca della middle class americana, con le sue abitudini, l’eleganza pacchiana, la ricerca di un relax forzato e artificiale. La critica pungente, la sferzante ironia e lo stile pirotecnico confermano una volta di più l’idea che Wallace sia veramente capace di scrivere veramente di qualsiasi cosa.

Il turbine della prosa di Wallace, lascia il lettore piacevolmente stordito nel vano tentativo di seguirlo nelle sue ardite spirali narrative, ma non perdi mai il filo del discorso, e dopo poche pagine ti lasci prendere per mano per lasciarti condurre nel mondo iperealistico di Wallace.

postato da: Fiodor alle ore 08:41 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 10 settembre 2004

Ecco cosa ha detto Kiki prima di chiudere il suo blog.
Estremo tentativo per tentare di salvare il rapporto con la persona che amava più di chiunque altro...
Perdere la faccia col mondo intero per non perdere colui che più conta...
Se potesse servire a qualcosa sarei disposta a farlo anche io, senza pensarci su neppure un attimo, per riavere chi amo, per amore questo ed altro.
Bastava poco per capirlo, bastava conoscerla, andare oltre le righe di ciò che ha scritto, eppure la si è fatta precipitare dalle stelle alla polvere senza neppure fermarsi a pensare un attimo.
Ho conosciuto Kiki un Lunedì di Maggio, ci siamo piaciute, ho trovato un'amica di quelle che ti sostengono anche quando il mondo intero ti pianta in asso, un'amica che ha sofferto e soffre, un'amica che ha il dono di saper scrivere e di saper trasformare ciò che vive in resoconti dai toni più svariati..
Vorrei sapere chi di voi non ha mai detto o scritto cose che in realtà pensava solo fino ad un certo punto, estremizzate dalle situazioni. Sono rischi che si corrono nell'affidare la parte più intima della propria anima a qualcosa, sia una persona, un diario o un sito web.
La maggior parte delle persone parla senza conoscere, sputa giudizi, solleva polemiche o sondaggi, coperta dallo stesso anonimato web che rimproverano a Kiki.
Questa maggior parte delle persone secondo me ha dimenticato cosa si fa per amore, quando si ha il terrore di perdere una persona che è ossigeno e linfa vitale, infierisce sul dolore.
Kiki prima di essere una blogger è una persona, un'amica, una ragazza innamorata che ha ferito colui che ama, e quando ami non importa più chi ha torto e chi ha ragione.
Non merita la pubblica gogna.
Quindi per favore, a suo nome vi prego di far sparire tutto ciò che la riguarda.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra firmandosi con nome e cognome.
Gli altri si limitino al silenzio, o tuttalpiù al sostegno.
Perchè lo squallido can can non fa altro che peggiorare la sua situazione.

Rachele Sacco

















postato da: rotaciz alle ore 20:12 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 08 settembre 2004
La trama è abbastanza banale, non c'è dietro chissà quale storia,
non parla di amori felici, non ha lieto fine proprio come piace a me.
La prima pagina e l'ultima sono la stessa, insomma, la protagonista si salva o no?
a vostra descrizione, come meglio uno vuol credere insomma.
Lo stile è ansioso, pieno di punteggiatura, quasi mai punto a capo ma sempre di seguito, dopo ogni frase,
non ti fa staccare gli occhi dal libro.
Tutto di seguito senza mai respirare ti tiene in apnea, parla degli avvenimenti presenti e si tuffa a capofitto
nel passato tra i suoi ricordi.
Un tira molla contimuo,
insomma o ti piace o li stile o lasci stare.
la trama:
Angelica la protagonista parla in prima persona,
ha avuto un infanzia difficile ed il suo presente è tutt'altro che roseo,
Sposa Gianmaria, del quale non gliene fregava un bel niente,
ma vede in lui la sua salvezza,
ed invece non è così, è la morte di ogni suo istinto.
è la fine di tutto.
Gianmaria nn la salva ma la butta in una nuova atroce realtà,
che le fa perdere il senno o quasi.
soppressa frustrata. ansiosa.
Lo stesso vale per la sua amica Veronica-culo-da-favola.
stressa brutta vita alle spalle, sposa un mafioso che la tiene chiusa in un armadio,
le due nelle loro mille telefonate si ricoprono di balle raccontandosi quanto è bella la loro nuova vita.
Solo alla fine quando si ri-incontrano per l'ultima volta si guardano in faccia e vedono
l'una la disfatta dell' altra.

Il significato, la linea letteraria la paragonerei un po' ai "malavoglia" di Verga
investirono tutto cercando fortuna ed invece persero tutto.
questa è la fine di Angelica e Veronica(che in seguitò diventò) cento-kg-per-gamba





























postato da: Aurora.Sogna alle ore 15:38 | Permalink | commenti (2)
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