Da oggi comincio a scrivere (ma anche su http:\\lorsoelettrico.splinder.com) su questo Blog, che gentilmente ha accolto la mia richiesta di contribuire alla "Bulimia letteraria" con le piccole recensioni che scrivo su ciò che leggo, e mi piace l'idea di cominciare dal più divertente:
“Una cosa divertente che non farò mai più”, di David Foster Wallace, Minimum Fax, 1999
David Foster Wallace è diventato in pochi anni uno degli ultimi autori veramente di culto al di sotto dei quarant’anni, i suoi libri hanno creato un caso letterario, prima negli Usa e poi nel mondo. Lontanissimo dal minimalismo anni Ottanta, la su prosa fluisce come un fiume in piena, avvolgendo il lettore nello stupore e nella fascino della narrazione.
Estraneo alla mondanità letteraria, ma senza eccessi da "invisibile" alla Pynchon, Wallace ha vissuto per anni nel cuore dell’Illinois dove ha insegnato all’università locale anche se si trasferito di recente in California
Nel libro, che Vi consiglio caldamente, un giovane scrittore viene invitato a scrivere il reportage di una settimana in crociera extralusso nei Caraibi. La sua permanenza sulla nave si trasforma rapidamente in un'esilarante quanto acida cronaca della middle class americana, con le sue abitudini, l’eleganza pacchiana, la ricerca di un relax forzato e artificiale. La critica pungente, la sferzante ironia e lo stile pirotecnico confermano una volta di più l’idea che Wallace sia veramente capace di scrivere veramente di qualsiasi cosa.
Il turbine della prosa di Wallace, lascia il lettore piacevolmente stordito nel vano tentativo di seguirlo nelle sue ardite spirali narrative, ma non perdi mai il filo del discorso, e dopo poche pagine ti lasci prendere per mano per lasciarti condurre nel mondo iperealistico di Wallace.



