sabato, 20 novembre 2004

In questo libro le protagoniste sono due adolescenti, esattamente l'una il contrario dell'altra : la classica sfigata e la protagonista indiscussa della vita sociale. Quest'ultima inizia a frequentare, senza alcun motivo apparente, la prima. Ma il motivo c'è, ed è molto, molto cattivo.

Molti critici hanno scritto male di questo libro.
Hanno scritto che i personaggi non sono sviluppati, che sono piatti come macchiette, che dovrebbero evolvere. Hanno scritto che il finale è troppo rapido, quasi precipitato. Hanno scritto che non è credibile.Sveglia, gente, direi io, è di Amelie Nothomb che stiamo parlando.
Prima osannano il Dizionario dei Nomi Propri e poi mi trattano così Antichrista.
La mole del racconto, un pugno di pagine, non permette di approfondire i personaggi, la cui caratterizzazione così in bianco e nero è funzionale ai fini del racconto. Quanti di voi a sedici anni non si esasperavano a sentire i genitori dare ragione sempre agli altri? " ma perchè non fai come il tuo amico che è cos' educato?" " se avete litigato, non sarà mica colpa tua?"  Ecco il senso di tutto : la storia iperbolica una ragazzina che ad un certo punto, decide di non subire più. Con staffilate acutissime alla categoria di genitori che " hanno sempre ragione gli altri".

Un altro libro leggero ma allo stesso tempo profondo, si fa leggere velocemente e molto molto piacevolmente.





postato da: sunsibb alle ore 00:07 | Permalink | commenti
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